Freak n°3 - Roberto "Skiantos" Antoni e Stefano Ianne (pubblicazione bimenstrale - Edizioni SIE)
Il Male vince. Forse.
Certo è, che se solo un numero fa Iene brancolava nel buio, ora sono calate le tenebre. Molte ombre e troppi manichini si aggirano in uno scenario di dopodomani rubato a P.K.Dick, e non certo per caso. Niente è come sembra, i sorrisi dei buoni e i sogghigni dei cattivi sono maschere che nascondono, ormai non si può evitare di accorgersene, altre maschere.
Freak è vivo, ma demotivato, stanco; la sua tentazione è la nostra: ha senso, in un mondo di compromessi, rimanere puri? Vendersi è dura, ma la coscienza si può tacitare, non è poi così complicato, e d’altra parte, oggi è possibile trovare qualcuno che possa scagliare la prima pietra? Ce l’abbiamo tutti la polvere sotto al tappeto.
Eppure qualcuno…
Insomma, l’avrete capito, la storia prosegue a velocità massima e nella sua discesa senza freni, ma le cui conseguenze non chiedetemi di stabilire (impossibile!) incrocia, mastica e risputa tutto il grottesco e l’immaginifico degli ultimi decenni: narrativi, cinematografici, fumettistici : omaggi a Frank Miller dentro omaggi a Kubrick sullo sfondo di Matrix, apparentemente funzionali alla trama,altrettanto apertamente una serie di diapositive che richiamano, con materiale più recente, la lezione della Pop Art.
Gli affezionati al principio di non contraddizione troveranno di che lavorare molto più che sulla settimana enigmistica,mentre tutti gli altri potranno carburare le citazioni lovecraftiane allungando le mani su questo terzo volume che è, fin’ora, il più bello e il più impegnativo,sotto più punti di vista: complotti accennati potrebbero svelarsi, vecchi protagonisti scompaiono, forse solo per ricomparire in vesti inattese.
L’idea che per l’ennesima volta il disegnatore cambierà dovrebbe essere un’abitudine, ma invito tutti a non cadere nella trappola di vedere come normale un esperimento i cui risultati sono imprevedibilmente gustosi.
Ora forse vi domanderete se vi convenga perdere un’altra manciata di neuroni in questo modo, e beh, la risposta è chiara: certo.
Anche se pronunciando ad alta voce il nome degli Antichi, oppure ponendovi un dubbio di troppo su quello che vi raccontano, potreste aprire porte impossibili da richiudere. Sarà divertente.
Non utilizzare sotto i dodici anni, e comunque solo dietro prescrizione medica.
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