Carlo Colombo - Sfonderai (2002)
Un debutto che è più di un debutto: il primo Lavoro di Carlo Colombo sembra quasi essere invece che l’inizio, almeno il passo successivo della sua discografia, tanto appare maturo e costruito secondo una concezione sperimentata.
Tutte le caratteristiche che si riaffacceranno in Playboy,il vero secondo disco, sono qui già ben presenti ed è chiaro che la differenza fondamentale consiste soprattutto nella transizione che ha portato Carlo dal lavoro in questione, frutto di una collaborazione in trio, a esprimersi in un quintetto.
Uno sviluppo di possibilità creative che è appunto già cominciato con Sfoderai, che si qualifica in più punti anche per un andamento complessivamente più vicino a certo jazz, soprattutto per la costruzione delle melodie, e un approccio diverso alla forma canzone,vista nell’ottica di flash calcolati, più che di mattoni di un unico edificio.
Per certi versi Sfonderai è più complicato, e lo scorrere della tracklist è meno agevole rispetto a Playboy,che in questo sarà davvero superiore per comunicatività e doti empatiche.
A prescindere dal suo valore specifico, però, sicuramente sopra la media, visto a posteriori Sfonderai diventa il metro di paragone per misurare il miglioramento che a portato Carlo Colombo a sfruttare la sua capacità di fare ironia intelligente tramite un linguaggio musicale privo di intellettualismi velleitari.
Scusate se è poco.
A.G.












